Una prima consulenza sul monitoraggio OEE e sulla diagnostica predittiva funziona meglio se chi partecipa arriva con qualche informazione concreta. Non serve un dossier completo, ma avere sotto mano alcuni dati di base accelera la discussione e rende l'incontro utile fin dal primo scambio.
Porta con te l'elenco delle macchine o delle linee che vuoi monitorare, indicando modello, anno di installazione e il tipo di produzione che gestiscono. Se possibile, aggiungi i dati di fermo degli ultimi tre mesi: quante ore di stop non pianificato hai registrato e per quali cause. Anche una stima approssimativa del tasso di scarto aiuta a capire dove intervenire.
Prepara anche una mappa semplice del flusso produttivo: da dove arriva la materia prima, quali stazioni attraversa, dove si accumulano i colli di bottiglia. Non serve un diagramma formale, basta uno schema a blocchi che mostri i passaggi critici. Questo permette al team tecnico di collegare subito i dati di carico meccanico alle fasi reali del processo.
Infine, pensa a quali obiettivi concreti vuoi raggiungere nei prossimi sei mesi. Ridurre i fermi del 15%? Abbassare gli scarti su una linea specifica? Centralizzare l'inventario tra due stabilimenti? Avere un target chiaro trasforma la consulenza da un giro di presentazioni a un piano d'azione condiviso.